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Fiat Pomigliano: cantano i numeri, vendite in ribasso

L'azienda in crisi non dorme sonni tranquilli. La stima delle vendite è scesa in Italia da 1,75 a 1,4 milioni, il dato più basso da 28 anni a questa parte

Federica Rondini 6 aprile 2012
L'inizio del 2012 non è stato dei migliori per la Fiat. A gennaio, le vendite sono diminuite del 7,1%, mentre a febbraio c’è stato un crollo del 19%, tanto che quest’anno l’Unrae ha rivisto al ribasso la stima delle vendite in Italia da 1,75 a 1,4 milioni, il dato più basso da 28 anni a questa parte.
 
Se tra i sindacati non vi è intesa sull’atteggiamento da tenere verso l’azienda, con la Uil che parla di chiusura inevitabile, se le auto non si vendono, è di queste ore la notizia che Fiat dovrebbe raggiungere un’intesa con le Rsa di Mirafiori per la richiesta della cassa integrazione straordinaria, che avverrebbe per motivi di riconversione degli impianti.
 
Se da un lato l’annuncio potrebbe essere considerato un cattivo segnale, dato che la produzione nello stabilimento è ferma da molti mesi, dall’altro, come si legge in un articolo di investireoggi.it, è la stessa Fim a riconoscere che si tratterebbe, al contrario, di un fatto da cogliere positivamente, perché implica che l’azienda starebbe effettuando gli investimenti promessi per le nuove produzioni e la richiesta della cigs rappresenterebbe un impegno vincolante ai fini legali con il ministero del lavoro.
 
Le cifre sulle vendite preoccupano molto, e non lasciano dormire sonni tranquilli. Ora non resta che puntare al recupero della produttività per mantenere stabile l’occupazione e aperti gli stabilimenti, oltre che su modelli di successo.

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