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Polemica Wifi nelle scuole: la risposta del Movimento 5 Stelle di Pomigliano

Movimento 5 stelle: "C'è molta ipocrisia in giro. Due cellulari in tasca ad un bambino e ad un insegnante durante la lezione emettono più onde di un hot spot nel corridoio"

Federica Rondini 1 agosto 2012

La risposta da parte del Movimento 5 Stelle sulla questione del wifi nelle scuole di Pomigliano al cittadino che su  facebook li aveva accusati di superficialità arriva immediata: "esiste un chiaro studio dell'istituto superiore di sanità che per prima cosa afferma che il Wi-Fi utilizza le onde elettromagnetiche come tante altre tecnologie, dalla tivù alla radio ai cellulari ai forni e per questo entra nel calderone delle numerose antenne telefoniche e telefonini che ci sono intorno a noi e intorno alle scuole di Pomigliano".

"Spero tu possa fare anche un comitato contro i telefonini delle maestre- ha continuato l'esponente del movimento- visto che l'europa ha sconsigliato anche quelle. Del Wifi nelle scuole ne faremo uso solo se servirà veramente, il governo ha stanziato oltre 10 milioni di euro per il wifi nelle scuole e circa 3 milioni di euro per la videosorveglianza scolastica UMTS".

" Ma vogliamo assicurare tutti i genitori che sono ovviamente preoccupati sull'argomento, il wifi sarà installato solo dove servirà (e di certo non sarà nelle classi). Ad ogni modo i consigli d'istituto e i dirigenti possono sempre negare le autorizzazioni. Il nostro era solo un servizio legato alle richieste ricevute da alcune scuole".

"C'è molta ipocrisia in giro. Due cellulari in tasca ad un bambino e ad un insegnante durante la lezione emettono più onde di un hot spot nel corridoio. Inoltre non c'è nulla di dimostrato sui campi elettromagnetici a bassa frequenza come questi".

 

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